 Secondo Discoride e Plino, le proprietà della genziana sono state ritrovate da re Genzio che regnò nell’Illiria con forte personalità, anche come “re-guaritore”, fino al 168 a.C., quando fu sconfitto dai romani e condotto a Roma. Qui il senato decise di confinarlo prima a Spoleto, poi, dopo il rifiuto degli spoletini, a Gubbio.
Da allora attraverso il corso della storia alla genziana sono sempre state attribuite proprietà medicamentose e curative. Era presente nei grandi preparati erboristici del passato, quali la teriaca di Andromaco, l’elixir vitae minus del Quercetano, lo sciroppo di lunga vita, l’aura alessandrina, l’Alessifarmaco dei Lincei, ecc.
Attualmente la genziana è riconosciuta come una delle più valide piante digestive e febbrifughe. I principi amari contenuti nelle radici di genziana hanno proprietà colagoghe coleretiche e digestive, sono utili quindi per stimolare e bilanciare la secrezione dei succhi gastrici e biliari, il cui squilibrio è causa di sonnolenza, malessere e di fermentazioni intestinali dopo i pasti. Aiuta, migliorando l’assimilazione del cibo, la ripresa di convalescenti, e di soggetti deboli ed anemici. |